• Gianfranco Catullo

Fotografare matrimoni



Uno dei principali quesiti che si pone ad un fotografo matrimonialista riguarda la sua attrezzatura. La classica domanda è: "quale attrezzatura usi per fotografare i matrimoni?" La risposta è: "dipende!". Partendo dall'assunto che è impossibile stabilire con univoca certezza l'attrezzatura adatta a tutte le situazioni, in svariati anni di attività ho cercato di distinguere le due macro-categorie che meglio si adattano alle mutevoli condizioni di ripresa che si possono incontrare durante un matrimonio.

Il primo set-up, che per pura semplificazione chiamerò "Light", è adatto a scattare foto esclusivamente in luce ambiente. Quindi l'uso del flash è bandito se non nella fase finale del ricevimento, cioè durante il taglio della torta o nei momenti in cui si danza: qui spesso la luce è davvero scarsissima e i movimenti dei soggetti sono però tutt'altro che lenti. Le macchine fotografiche che ho scelto sono due Canon Eos 5D Mark III, entrambe munite di Battery Grip. La Canon Eos 5D Mark II, (come i suoi predecessori Eos 5D ed Eos 5D Mark II) è un attrezzo da lavoro robusto ed affidabile che adoro per la sua maneggevolezza ed ergonomia dei comandi. La qualità d'immagine è ottima anche ad ISO elevati e inoltre, caratteristica forse più importante di tutte, è full-frame. Quest'ultimo parametro a mio avviso è fondamentale perchè permette ai grandangolari di essere sfruttati appieno assicurando contemporaneamente una profondità di campo minore rispetto alle Aps-c, quindi i teleobiettivi garantiranno sempre uno sfocato migliore e giustamente accentuato. Le ottiche in abbinamento sono soltanto due, il Canon EF 16-35/2.8 L II e il Canon EF 85/1.2 L II. Trattandosi di ripresa fotografica in luce ambiente sarà necessaria la massima luminosità disponibile.

Il compagno ideale del Canon EF 85/1.2 L II in effetti sarebbe il Canon EF 35/1.4 L, che reputo un'ottica davvero valida e dalla quale non mi separo mai, anche se apprezzo sempre più le qualità dello zoom ultra-grandangolare di casa Canon. Quest'ottica mi consente di trovare angoli di ripresa e inquadrature davvero unici, nonostante la focale minima di 16 mm vada usata con parsimonia a causa delle fisiologiche ma significative distorsioni a barilotto che introduce, quindi sarà bene prestare molta attenzione alla composizione di ritratti o foto di gruppo. Inoltre non sento mai la necessità di una focale nell'intorno dei 50mm, che secondo me può essere benissimo compensata arretrando o avanzando di poco rispetto al soggetto con un grandangolare o con uno medio-tele.

Le due macchine vanno quindi "indossate" simultaneamente e imbracciate rapidamente non appena il contesto o la scena cambiano. Questa configurazione, come si sarà capito, è improntata alla massima leggerezza e trasportabilità. In qualche episodio, per contenere ulteriormente il peso e gli ingombri ho addirittura lasciato a casa i Battery Grip ma ben presto ne ho sentito la mancanza dato che gli scatti eseguiti in verticale, come i ritratti, beneficiano fortemente di questo accessorio.

La borsa che uso è la Tamrac Velocity 10X, uno zaino monospalla che consente una rapidissima apertura della tasca principale ed una facile estrazione delle macchine posizionate in verticale e pronte all'uso. Mi capita sporadicamente di aggiungere al set anche un flash Canon Speedlite 580 EX II, che posso usare in fill-in per schiarire le ombre o come dicevo poc'anzi, per fotografare le fasi finali del ricevimento. Le schede di memoria sono due o più Sandisk Extreme III 16GB e il formato di registrazione è rigorosamente il Raw. La scelta di scattare in Raw ovviamente è dettata dalla maggior possibilità di intervento in post-produzione dato che è possibile il recupero di foto sotto o sovraesposte di almeno uno stop e mezzo a patto che la sensibilità usata non sia elevatissima.

Come dicevo, questo corredo è particolarmente adatto alla tecnica fotogiornalistica, al reportage e quindi agli scatti non in posa ed eseguiti al volo, ma non bisogna sottovalutare la ridottissima profondità di campo sui soggetti in movimento. Ad esempio, con il Canon EF 85/1.2 II L a focale 1.2, la zona a fuoco è davvero di pochi millimetri, ed è davvero facile che il soggetto si sposti anche di poco e risulti nitido il suo naso anzichè gli occhi. Quindi la sensazione di leggerezza che questo corredo trasmette è soltanto illusoria, dato che la dose di impegno richiesta per adoperarlo è notevolissima. Ma i risultati valgono bene qualche fatica in più: un ritratto in luce naturale con il soggetto che si staglia sullo sfondo completamente sfocato è sicuramente molto, molto appagante.

L'altro set-up, che chiamerò "Full", è più pesante e meno trasportabile del "Light". Ci saranno sempre le due Canon Eos 5d Mark II questa volta però abbinate a due zoom classici: il Canon EF 24-70/2.8 L e il Canon EF 70-200/2.8 IS L. Oltre ad essere ottiche luminose sono estremamente versatili e non a caso costituiscono il corredo standard del fotoreporter in giro per il mondo. Il Canon EF 24-70/2.8 L ricopre un range di focali ampio e di normale utilizzo e ben si presta ad essere usato sia nelle panoramiche che nei ritratti, mentre il Canon EF 70-200/2.8 IS L eccelle nel reportage a distanza, rendendosi ideale per la cattura di episodi, sguardi e particolari senza essere notati. Utilizzerò inoltre un Canon EF 15/2.8 Fish-Eye, volto all'ottenimento di foto suggestive di amplissimi spazi popolati o perfino vuoti, ma anche per realizzare foto di gruppo divertenti e volutamente distorte.

Per l'illuminazione la scelta ricadrà su due flash Canon Speedlite 580 EX II, uno dei quali all'occorrenza sarà usato in modalità "slave" e posizionato quasi lateralmente al soggetto nei ritratti. In questa configurazione a volte ne uso addirittura un terzo per ottenere schemi di illuminazione complessi, ma in questa situazione si rende obbligatoria la presenza di un assistente.

La borsa in questo caso dovrà essere piuttosto capiente, quindi ho scelto la Lowepro Classified 250 AW, che permette di trasportare nel comparto principale i due corpi macchina con obiettivo montato e il fish-eye, mentre i flash saranno posizionati nelle tasche esterne. Inoltre, se durante il ricevimento è prevista la proiezione di foto o filmati, è presente una tasca interna adatta a contenere un notebook con display da 15 pollici. Altra ottima alternativa, soprattutto se si vuole aggiungere qualche altro accessorio, è il Lowepro Rolling Computer Trekker AW Plus, enorme zaino dotato di rotelle utili per facilitarne lo spostamento.

L'attrezzatura in configurazione "Full", oltre che per il classico reportage, ben si presta alla ripresa fotografica di grandi cerimonie, dove ci sono ampi spazi e soprattutto quando gli sposi desiderano anche una certa percentuale di scatti in posa. In linea di massima siamo in presenza di una situazione più articolata rispetto alla prima, in cui è possibile posare la borsa o cambiare ottica senza troppe difficoltà, con spostamenti limitati e facilitati dall'ausilio di un assistente. Un piccolo ed apparentemente trascurabile dettaglio riguarda l'uso del paraluce che secondo me si rivela essenziale, sia per il contenimento delle luci parassite laterali che per la protezione della lente frontale, anche se dotata di filtro. Molte volte sono incorso in urti accidentali piuttosto violenti e il paraluce ha diligentemente salvato il gruppo ottico frontale, senza contare le ditate o gli schizzi di spumante che in qualche misura vengono bloccati da questo nero ed ingombrante accessorio di plastica.

L'attrezzatura da inserire nella propria borsa va sicuramente scelta con grande oculatezza, cercando di interpretare i gusti degli sposi ma anche la tipologia di invitati e capire bene le dimensioni e soprattutto l'illuminazione degli ambienti. E' del tutto ovvio che da situazioni particolari o in seguito a ricognizioni sui luoghi dell'evento possano nascere configurazioni "miste", in cui i set-up "Light" e "Full" si contaminano. Prima di fotografare un matrimonio non posso quindi che consigliare una scrupolosa pianificazione perchè proprio la scelta di un obiettivo, l'utilizzo del flash o anche di un semplice diffusore influenzerà la resa finale e caratterizzerà lo stile che vorremo conferire al nostro servizio fotografico.

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